﻿{"id":1029,"date":"2021-02-11T08:53:08","date_gmt":"2021-02-11T08:53:08","guid":{"rendered":"http:\/\/cordonsdevie.org\/?page_id=1029"},"modified":"2021-02-11T08:53:08","modified_gmt":"2021-02-11T08:53:08","slug":"il-punto-sul-2020","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/cordonsdevie.org\/?page_id=1029&lang=it","title":{"rendered":"Il punto sul 2020"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h2><strong>Il punto su&#8230;<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>La drepanocitosi<\/strong><\/h3>\n<p>La drepanocitosi, chiamata anche anemia a cellule falciformi, \u00e8 una delle malattie genetiche pi\u00f9 comuni al mondo, che colpisce le popolazioni di origine africana. Le manifestazioni cliniche della drepanocitosi variano da persona a persona e includono: anemia, crisi dolorose, infezioni e trombosi. La mortalit\u00e0 in Africa \u00e8 molto alta ma nei paesi sviluppati, grazie all&#8217;implementazione di nuovi trattamenti preventivi e terapeutici, la sopravvivenza dei bambini affetti da tale malattia \u00e8 migliorata. L&#8217;unico trattamento curativo per la drepanocitosi \u00e8 il trapianto allogenico di cellule staminali ematopoietiche, con una guarigione del 90%. Altri approcci terapeutici sono in fase di sviluppo come nuovi farmaci modificanti la malattia (glutammina, Voxelotor, Crizanlizumab), ma soprattutto la terapia genica (utilizzando un vettore lentivirale) e i nuovi strumenti di modifica del genoma (CRISPR-Cas9). Le nuove sfide per migliorare il futuro dei pazienti affetti da drepanocitosi consistono nello stratificare i pazienti in base al rischio; rivedere le indicazioni per il trapianto e definire il miglior approccio terapeutico per ciascun paziente. L&#8217;ultima sfida sar\u00e0 quella di consentire questi progressi nei Paesi a basso e medio reddito, in cui la prevalenza della malattia \u00e8 pi\u00f9 alta e in cui le strategie innovative sono pi\u00f9 necessarie.<\/p>\n<h3><strong>COVID-19 e genetica <\/strong><\/h3>\n<p>Diversi studi hanno mostrato differenze nella sensibilit\u00e0 e nella gravit\u00e0 delle manifestazioni cliniche della malattia COVID-19. Queste differenze potrebbero essere correlate a fattori socio-economici, etnici o altri fattori genetici. Ad esempio, in Africa la gravit\u00e0 della presentazione \u00e8 rimasta relativamente moderata con bassi tassi di mortalit\u00e0. Sono state avanzate diverse ipotesi per spiegare questa bassa incidenza: capacit\u00e0 di test, densit\u00e0 di popolazione, luce del sole e temperature elevate, et\u00e0 media inferiore a quella dei paesi industrializzati.<\/p>\n<p>Alcuni fattori delle cellule ospiti, rappresentati dal recettore del virus l&#8217;enzima di conversione dell&#8217;angiotensina 2 (ACE2), dalla serina proteasi transmembrana 2 (TMPRSS2) e dal gruppo sanguigno ABO, variano tra le popolazioni e potrebbero spiegare perch\u00e9 alcuni sono meno colpiti di altri.<\/p>\n<h3><strong>COVID-19 ed ematologia<\/strong><\/h3>\n<p>I pazienti oncologici, e in particolare quelli con neoplasie ematologiche, sono particolarmente a rischio di suscettibilit\u00e0 alle infezioni, inclusa la mortalit\u00e0 derivante dall&#8217;infezione con il virus SARS-CoV-2.<\/p>\n<p>La diffusione del COVID-19 ha avuto delle ripercussioni sulla salute dei pazienti affetti da malattie ematologiche dipendenti da trasfusioni di sangue, poich\u00e9 la pandemia ha avuto un profondo impatto sul numero di donazioni di sangue, sull&#8217;approviggionamento e sulla sicurezza del sangue.<\/p>\n<p>Durante l&#8217;anno 2020, sono state sviluppate diverse strategie per modificare la produzione e la conservazione dei componenti del sangue per aiutare a prevenire la carenza di sangue. Ad oggi non ci sono prove che il virus si trasmetta attraverso il sangue, d&#8217;altra parte il plasma sanguigno contiene anticorpi che possono essere utilizzati per conoscere la prevalenza dell&#8217;immunizzazione anti COVID nei donatori di sangue e soprattutto il plasma di donatori puo\u2019 essere usato per scopi terapeutici in pazienti affetti da COVID-19.<\/p>\n<h3><strong>I trapianti di sangue di cordone ombelicale ai tempi della pandemia<\/strong><\/h3>\n<p>Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche \u00e8 l&#8217;unica cura per molte malattie ematologiche. Il primo trapianto di sangue di cordone ombelicale al mondo \u00e8 stato eseguito con successo dalla professoressa Eliane Gluckman nel 1988. Questo primo trapianto \u00e8 stato all&#8217;origine della creazione delle banche di sangue di cordone ombelicale che hanno reso possibile la realizzazione di trapianti da cordoni non HLA identici accessibili a tutti, adulti e bambini.<\/p>\n<p>Nel 2020, il numero totale di unit\u00e0 di sangue del cordone ombelicale immagazzinate nelle banche di tutto il mondo \u00e8 di oltre 800.000 e pi\u00f9 di 50.000 pazienti che non avevano un donatore HLA identico hanno potuto essere trapiantati con un cordone non HLA identico con risultati paragonabili a trapianti di midollo osseo HLA identici.<\/p>\n<p>Durante la pandemia di COVID-19, parte della raccolta di trapianti di cellule di cordone ombelicale \u00e8 diminuita a causa di difficolt\u00e0 logistiche; d&#8217;altra parte, il numero di trapianti di sangue di cordone ombelicale \u00e8 aumentato a causa delle difficolt\u00e0 nel raccogliere e trasportare le cellule di midollo osseo. E\u2019 stato durante la pandemia che il sangue del cordone ombelicale ha riscontrato un immenso interesse, infatti queste cellule prese alla nascita sono COVID-free, congelate e messe al sicuro prima della pandemia. Grazie a questa preziosa risorsa, i programmi di trapianto di cellule staminali hanno potuto essere portati avanti senza ritardi.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/6&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;2\/3&#8243;][vc_column_text] Il punto su&#8230; La drepanocitosi La drepanocitosi, chiamata anche anemia a cellule falciformi, \u00e8 una delle malattie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1029","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/cordonsdevie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1029","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/cordonsdevie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/cordonsdevie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cordonsdevie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/cordonsdevie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1029"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/cordonsdevie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1029\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1030,"href":"https:\/\/cordonsdevie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1029\/revisions\/1030"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/cordonsdevie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1029"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}